Il Teatro degli Acerbi rappresenta un esempio significativo di come la forma cooperativa possa diventare una leva concreta per costruire cultura, creare relazioni e generare valore per il territorio. Compagnia teatrale professionale attiva dal 1998, da oltre venticinque anni il Teatro degli Acerbi opera nell’ambito del teatro popolare di ricerca, sviluppando un percorso che si è consolidato nel tempo sul territorio astigiano, a livello regionale e nazionale, con una identità artistica e progettuale sempre più riconoscibile.
Dal 2013 questa esperienza ha assunto la forma di cooperativa teatrale. Non si tratta di un aspetto secondario, ma di una scelta che ha contribuito a definire in profondità il modo di lavorare della compagnia. I soci, infatti, non si occupano soltanto della scena in senso stretto ma seguono direttamente anche la progettazione, la promozione, l’organizzazione delle iniziative e la formazione teatrale.
La cooperativa agisce oggi su più fronti, tenendo insieme produzione artistica, distribuzione, progettazione culturale e attività formativa. Da una parte ci sono la produzione degli spettacoli, che portano il lavoro del Teatro degli Acerbi in contesti regionali e nazionali. Dall’altra c’è l’organizzazione di eventi, rassegne, festival e stagioni teatrali, spesso sviluppati in collaborazione con i Comuni, con le comunità locali e con partenariati territoriali consolidati nel tempo. A questo si aggiunge una dimensione formativa che coinvolge scuole, adulti e operatori del settore.
In questo quadro, il valore aggiunto dell’impresa cooperativa emerge con chiarezza, come ha ricordato il presidente della cooperativa, Dario Cirelli: “L'essere un'impresa di spettacolo in forma cooperativa ci offre innanzitutto una visione basata sulla collaborazione e sulla condivisione di un percorso, sia con gli altri cooperatori che con la comunità circostante. Questo valore comunitario è fondamentale e permea ogni nostra scelta, spingendoci a calarci sempre nel contesto della comunità e del territorio in cui operiamo. La nostra natura cooperativa ha sempre orientato la nostra progettualità artistica verso i principi di condivisione, senso di comunità e valorizzazione del territorio.”
Accanto ai tre ambiti storici di attività, il Teatro degli Acerbi ha sviluppato anche un quarto ramo particolarmente interessante, quello che collega cultura e turismo attraverso il progetto Piemonte Storymovers, che trasforma la narrazione teatrale in un’esperienza turistica completa. In questo caso il teatro diventa un dispositivo di lettura dei luoghi, delle storie e delle identità locali, mettendo le competenze artistiche al servizio della promozione territoriale. Le esperienze costruite all’interno di questo percorso sono pensate anche in dialogo con tour operator interessati ad inserire nella propria offerta, segno di una progettualità che sa aprirsi e fare rete.
È proprio con il progetto Piemonte Storymovers che la cooperativa ha partecipato lo scorso febbraio alla BITAC di Novara (Borsa del Turismo Cooperativo), entrando tra i progetti finalisti dell’edizione 2026. Un risultato importante, che Elena Romano, socia responsabile del progetto, ha commentato così: “La collaborazione e la sostenibilità culturale-turistica sono il nostro tratto distintivo e siamo felici di promuoverle anche attraverso questo progetto. Lavorare in rete, infatti, implica che tutti i nostri collaboratori perseguano un obiettivo comune, formando un'unica squadra.”
A questo tema, si affianca un altro filone che il Teatro degli Acerbi considera strategico: il lavoro sull’opera lirica, affrontata con l’obiettivo di avvicinarla a un pubblico più ampio e meno abituale, soprattutto tra i giovani. In un contesto in cui il genere rischia di apparire sempre più elitario, la cooperativa sta sperimentando nuove drammaturgie e forme di riscrittura che riportano in prosa le storie dell’opera, rendendole più accessibili senza snaturarne il valore. Una delle produzioni su questo fronte, La Traviata, di cui abbiamo visto un estratto durante l’assemblea di Confcooperative Piemonte Sud lo scorso 11 febbraio, sarà presentata a New York nell’ambito del festival “In Scena!” nelle date del 7, 8 e 11 maggio.
Il percorso non si ferma qui: attualmente la cooperativa è impegnata anche in due rassegne di teatro scuola, una al Teatro Alfieri di Asti e l’altra al Foro Boario di San Damiano d’Asti, nelle quali opera sia come organizzatrice sia come produttrice di spettacoli. Parallelamente è in lavorazione un nuovo progetto dedicato alla Carmen, che conferma la volontà di proseguire nell’esplorazione dell’opera lirica con linguaggi rinnovati e forme capaci di dialogare con pubblici differenti.
“La storia del Teatro degli Acerbi mostra con efficacia quanto la cooperazione possa offrire anche al mondo culturale: un modello capace di tenere insieme professionalità, progettazione di lungo periodo e radicamento comunitario”, ha commentato Mario Sacco, Presidente di Confcooperative Piemonte Sud.