Le nostre notizie

La cooperazione che risponde a una domanda collettiva

La cooperazione che risponde a una domanda collettiva

Presentato il 21 settembre il nuovo centro diurno Alzheimer ad Asti, in via Antica Zecca. Entusiasta la partecipazione da parte di cooperatori, istituzioni, studenti e famiglie astigiane.

martedì 22 settembre 2026

 

Presentato ieri, lunedì 21 settembre, il nuovo centro diurno Intrecci di Vite, recentemente ristrutturato per poter ospitare persone con sindrome di Alzheimer e con disturbi della sfera cognitiva a essa correlati. Un giorno non casuale, dato che proprio il 21 settembre è la Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

Il nuovo centro diurno è frutto della visione di SOCIALCOOP insieme a Confcooperative Piemonte Sud e alle cooperative sociali e sanitarie associate; significativa la collaborazione con l’associazione Alzheimer Asti Odv, in particolare con il Presidente Dottor Marcello Francesconi, con il Comune di Asti e con l’ASL AT.

 

Molte le persone che sono intervenute in rappresentanza di istituzioni locali e sovralocali: il Sindaco di Asti, Maurizio Rasero, il Presidente della Provincia, Simone Nosenzo, il Presidente della Camera di Commercio, GianPaolo Coscia, l’Assessore alla Sanità di Regione Piemonte, Federico Riboldi, il Direttore Generale dell’ASL AT, Giovanni Gorgoni.

Filo rosso degli interventi è stata la constazione di quanto occorra, oggi più che mai, un cambiamento culturale profondo: quello che vede nella mancanza di autosufficienza una difficoltà da prendere in carico collettivamente, perchè le persone malate e le loro famiglie non possono essere lasciate sole. E rispondere collettivamente significa cooperare con enti, istituzioni e realtà del settore socio-assistenziale per dare gambe a progetti corali concreti.

Maurizio Serpentino, Presidente di SOCIALCOOP, ha affermato: “il luogo che presentiamo oggi alla città è il frutto di uno sforzo collettivo e cooperativo che si pone all’interno della filiera dei servizi socio-assistenziali. Si tratta di un tassello messo a fattore comune con l’ente pubblico in un’ottica di complementarità, non di antagonismo. Abbiamo responsabilità diverse, ma possiamo e dobbiamo mettere insieme le competenze e la conoscenza dei bisogni: questo è il nostro metodo di lavoro. Il rapporto tra le persone valutate e quelle prese in carico è 5:1. Questo significa che per 50.000 persone nelle strutture piemontesi, ce ne sono 250.000 da prendere in carico. Questa è la sfida lanciata dal Presidente Cirio e rispondere insieme è un problema collettivo: per questa sfida la cooperazione è pronta”.

 

Mario Sacco, Presidente di Confcooperative Piemonte Sud, ha dichiarato: “oggi presentiamo un luogo che per oltre cinquant’anni fu sede della congregazione religiosa delle Ancelle di San Giuseppe e che oggi è ritornato alla comunità astigiana in una nuova veste. Una veste che tuttavia riflette la medesima vocazione sociale e assistenziale. La visione alla base di questo progetto è profondamente cooperativa: abbiamo unito le forze e collaborato con cooperative, associazioni locali e istituzioni per supportare le famiglie che ogni giorno convivono con la malattia dei propri cari. Questo è un grande atto di amore che, come dimostra la partecipazione entusiasta all’evento di oggi, è stato recepito bene dalla comunità cittadina”.

 

Presto il nuovo edificio potrà ospitare persone malate in un luogo che non sarà solo di supporto, ma che sarà casa. Un luogo bello, accogliente, restaurato con grande attenzione e sensibilità, a dimostrazione come il percorso di cura debba essere davvero a 360 gradi