Qual è il tuo percorso professionale e come sei entrata nel mondo della cooperazione?
Ho iniziato a conoscere il mondo cooperativo attraverso un tirocinio scolastico che mi ha permesso di entrare in contatto con le strutture socio assistenziali. Successivamente, sono stata attratta dall’area di lavoro in salute mentale e ho deciso di candidarmi per un servizio civile all’interno della stessa cooperativa. L’esperienza è stata così positiva che, nel 2017, sono stata assunta in una comunità terapeutica, per poi passare ai gruppi appartamento salute mentale fino a ricoprire il ruolo di coordinatrice di struttura.
Per me è sempre stato importante mantenere un legame con il territorio, lavorando a stretto contatto con la comunità e le realtà locali.
Ritengo cruciale conoscere approfonditamente le iniziative promosse dal territorio e prendervi parte attivamente. Questo permette di offrire un servizio che sia il più possibile efficace e realmente integrato.
Come si dovrebbe valorizzare il contributo delle giovani generazioni all’interno del mondo cooperativo e come andrebbe integrato con quello delle generazioni passate?
Il settore cooperativo fatica ad attrarre le nuove generazioni. Ciò è dovuto principalmente alla scarsa visibilità e promozione negli ambienti formativi, ma anche a differenze nei riconoscimenti economici e nel welfare rispetto ad altre realtà.
Credo che i giovani debbano avere la libertà di portare il loro contributo innovativo e fresco, proprio come hanno potuto fare le generazioni precedenti. Non si tratta di creare una distinzione anagrafica, ma di trovare il modo di unire le diverse forze, risorse e visioni che hanno sempre caratterizzato positivamente il mondo della cooperazione, per renderlo più dinamico ed inclusivo.
L’affiancamento dei giovani cooperatori e il rinnovo generazionale non possono essere solo dei buoni propositi, ma una priorità concreta. È una necessità e un dovere per garantire un futuro sostenibile e realistico per le nostre cooperative.
Un aspetto su cui la cooperazione può migliorare in futuro?
Le cooperative potrebbero concentrarsi sulla valorizzazione degli interventi quotidiani che contribuiscono al benessere comune, imparando a raccontarli in modo più efficace attraverso canali e linguaggi innovativi. I giovani possono essere i migliori alleati in questo processo, portando la loro creatività e la familiarità con i nuovi media.
“Siamo abituati a lavorare dietro le quinte, in un palcoscenico senza confini… È tempo di aprire un po’ il sipario e mostrare la bellezza che si manifesta nelle case, nelle strutture, nelle strade… e nelle vite delle persone!”
Rosso Giulia