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“Come fare casa”: il contributo delle cooperative piemontesi nel dibattito sull’abitare

“Come fare casa”: il contributo delle cooperative piemontesi nel dibattito sull’abitare

La presentazione del volume “Come fare casa. Abitare cooperativo e architettura dei luoghi domestici"  ha acceso il confronto sulle sfide dell’abitare contemporaneo. Presente anche il contributo delle cooperative del territorio IN.COOP.CASA e La Tenda, protagoniste di un modello di abitare fondato su equità, qualità e responsabilità sociale.

 

venerdì 16 gennaio 2026

 

Il 15 gennaio 2026, a Roma, presso la Sala Opera House, si è svolta la presentazione del volume Come fare casa. Abitare cooperativo e architettura dei luoghi domestici. Un appuntamento che ha messo al centro quindici anni di ricerca e confronto sul tema dell’edilizia cooperativa, restituendo una visione dell’abitare come bene comune e leva strategica per la qualità della vita e la coesione sociale.

Il volume nasce nell’ambito del concorso AAA architetticercasi™, promosso dal 2008 da Confcooperative Habitat con il sostegno di Fondosviluppo. Questo percorso ha coinvolto generazioni di giovani architetti e progettisti, favorendo il dialogo tra competenze, visioni e pratiche cooperative. L'obiettivo è ripensare gli spazi abitativi in risposta alle profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali degli ultimi anni.

In questo scenario si colloca il sostegno, tra gli altri, delle cooperative IN.COOP.CASA e La Tenda, aderenti a Confcooperative Piemonte Sud, realtà che operano quotidianamente sul territorio promuovendo un’idea di abitare cooperativo attenta alle persone, ai contesti e alla qualità dei luoghi.

 

Durante la presentazione è intervenuto anche Alberto Anselmo, presidente di IN.COOP.CASA e della federazione Habitat Piemonte, che ha sottolineato l’importante contributo delle imprese cooperative piemontesi impegnate nella cooperazione di abitazione: “Realtà che in questi anni hanno saputo far crescere la cooperazione sul territorio attraverso iniziative più ridotte, capaci di uscire dagli standard più classici della cooperazione di abitazione ma sempre fedeli ai principi della Carta dell’Habitat a cui ci ispiriamo e che sono coerenti con i temi del volume “Come Fare Casa”.

Nell’intervento del presidente regionale della federazione è emerso chiaramente il valore distintivo dell’approccio cooperativo: «”Come fare casa” restituisce l’immagine di una cooperazione viva, capace di interrogarsi, di aprirsi al contributo delle nuove generazioni e di farsi laboratorio permanente di idee. L’abitare cooperativo dimostra che è possibile coniugare qualità architettonica, sostenibilità economica e attenzione alle persone, mettendo al centro il diritto all’abitare come elemento fondamentale di equità e innovazione sociale.»

Sul valore del contributo territoriale, Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud ha commentato: «La presenza delle cooperative piemontesi in un contesto di confronto come quello romano dimostra che i territori sono veri e propri laboratori di innovazione sociale. Realtà come La Tenda e IN.COOP.CASA raccontano una cooperazione capace di rispondere ai bisogni abitativi con soluzioni concrete, inclusive e a sostegno della comunità».

 

La mattinata romana è stata un momento di riflessione condivisa sulle sfide future dell’abitare, segnate da nuove fragilità sociali, trasformazioni demografiche e urgenze ambientali. In questo scenario, la cooperazione di abitazione emerge come un attore credibile e propositivo, capace di tenere insieme progetto architettonico, responsabilità sociale e visione di lungo periodo.