Sabato 20 giugno la Federazione BCC Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria ha festeggiato 60 anni di vita nella splendida cornice del Museo del Risorgimento a Torino, riunendo i vertici delle 9 BCC insediate nelle tre regioni e del credito cooperativo nazionale.
Un convegno che ha voluto mettere al centro in particolare due concetti fondamentali: in primo luogo, la presenza fortissima nei territori. Laddove molte altre banche chiudono, le banche di credito cooperativo scelgono non solo di restare, ma anche di aprire nuove filiali. Si tratta di una prossimità davvero unica, che attrae in particolare microimprese, artigiani e famiglie, che insieme creano una solida base sociale.
Elia Dogliani, Presidente della Federazione BCC Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria , ha parlato di “una rivoluzione dal basso, per una sfida sempre più attuale: offrire una alternativa ad un mondo che si globalizza per logiche solo di profitto ed industriali; continuare ad essere la voce dei territori e delle province che sono l’anima del nostro Paese e che lo hanno reso grande”.
Accanto alla capacità di rimanere nelle comunità, il traguardo del sessantesimo compleanno della Federazione ha messo in luce anche un’altra capacità: quella di crescere e di evolvere, imparando a rispondere ai bisogni sempre nuovi delle persone e degli abitanti dei territori. Una crescita che, ha affermato Dogliani, “è passata anche dalla grande attività di formazione delle risorse umane delle BCC che sono il bene più grande; formazione che deve passare sia dal profilo tecnico – professionale sia dalla lezione identitaria di fare parte di Gruppi e di Banche davvero differenti”.
Confermando la propria presenza in particolare nei piccoli centri, gli sportelli BCC, dislocati in tutto il Piemonte e non solo, sono un importante riferimento soprattutto nei Comuni con meno di 5000 abitanti e nella provincia di Cuneo, dove tutte le 8 BCC piemontesi hanno anche la propria sede legale.
Mario Sacco, Presidente di Confcooperative Piemonte Sud, ha commentato: “il sud del Piemonte è un territorio fertile per tutte quelle piccole imprese e quelle attività familiari che trovano nel credito cooperativo una risposta pronta ed efficace. Dove chiudono le grandi banche, le banche di credito cooperativo restano un presidio, dando prova della propria capacità di adattamento e di fedeltà ai propri valori cooperativi”.