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Apprendistato Duale Socio-Sanitario: ad Asti un nuovo percorso per formare figure chiave

Apprendistato Duale Socio-Sanitario: ad Asti un nuovo percorso per formare figure chiave

Ad Asti la conferenza stampa di presentazione del progetto “Apprendistato Duale Socio-Sanitario", promosso da Socialcoop. Un’iniziativa che unisce formazione, lavoro e territorio per rispondere in modo concreto ai bisogni delle Residenze Sanitarie Assistenziali e creare nuove opportunità professionali per i giovani.

mercoledì 21 gennaio 2026

La cooperazione sociale torna a proporsi come laboratorio di innovazione e risposta ai bisogni reali del territorio. Lunedì 26 gennaio, alle ore 11.30, presso la sede di Confcooperative Piemonte Sud in Asti, Via XX Settembre n. 126 si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto che propone un percorso di Apprendistato Duale Socio-Sanitario per ricoprire un ruolo essenziale nelle Residenze Sanitarie Assistenziali.  

L’iniziativa è promossa da Socialcoop Consorzio Cooperative Sociali e dalla cooperativa associata ITACA, aderenti a Confcooperative Piemonte Sud, e nasce da un’esigenza concreta emersa nel lavoro quotidiano delle RSA: costruire nuove professionalità di supporto, capaci di coniugare competenze organizzative, relazionali e conoscenze di base in ambito socio-sanitario. 

Il punto di partenza è l’esperienza dell’Istituto professionale Alberto Castigliano di Asti, che da anni forma figure tecniche ma che, nel percorso socio-sanitario, non consente un accesso diretto alle professioni assistenziali con la necessità di frequentare ulteriori percorsi formativi. Da qui l’intuizione di costruire insieme un’alternativa concreta, capace di valorizzare quanto già appreso e di inserirlo in un percorso professionalizzante reale

L'Apprendistato Duale Socio-Sanitario si basa su una delle tre forme previste dal contratto di apprendistato: un modello che integra scuola e lavoro. Gli studenti coinvolti assolvono fino a 500 ore annue attraverso l’attività in azienda e almeno 550 ore a scuola. Una volta entrati nel circuito, vengono assunti come apprendisti e, oltre alle 1.050 ore obbligatorie di formazione, possono svolgere attività lavorativa ordinaria, regolarmente retribuita secondo quanto previsto dal contratto. «I giovani partecipanti potranno avviare fin da subito un percorso di formazione “on the job” concreto e immediatamente spendibile nel contesto lavorativo. Un percorso accompagnato e strutturato attraverso un piano di studi e tutoraggio ben definito. L'obiettivo è duplice: garantire agli apprendisti l'acquisizione di competenze pratiche essenziali e assicurare alle strutture socio-sanitarie l'inserimento di personale qualificato e già integrato nelle dinamiche operative del settore», ha dichiarato la dirigente scolastica Martina Gado

La figura professionale individuata risponde a un’esigenza concreta delle Residenze Sanitarie Assistenziali: il receptionist-segretario di struttura, una vera e propria figura di raccordo. Si tratta di un ruolo centrale, che si colloca tra famiglie, ospiti, direzione e personale operativo. Accoglienza, segreteria quotidiana, gestione delle comunicazioni interne, supporto nelle pratiche amministrative e sanitarie, prenotazioni di visite e trasporti: compiti che richiedono competenze tecniche, ma soprattutto capacità relazionali e comunicative. Una professionalità che contribuisce in modo diretto al clima della struttura, al benessere degli anziani e alla qualità complessiva dei servizi. 

«Questo progetto nasce da un bisogno reale delle nostre strutture e da una responsabilità educativa che sentiamo come cooperativa», sottolinea il presidente della cooperativa promotrice, Maurizio Serpentino. «Abbiamo scelto di investire sui giovani, costruendo un percorso che non li costringa a ripartire da zero ma che dia valore alla formazione già acquisita, offrendo allo stesso tempo un lavoro vero e una prospettiva professionale. E se in futuro questi ragazzi vorranno diventare OSS, infermieri, fisioterapisti o professionisti sanitari, questo percorso sarà comunque un valore aggiunto. È questo, per noi, il senso profondo dell’impresa cooperativa». 

Il progetto è stato costruito in stretto dialogo con la scuola, a partire dal coinvolgimento diretto degli studenti. «Il progetto è stato presentato a quattro classi dell’istituto professionale: quindici studenti hanno manifestato interesse e, dopo una selezione, sono stati scelti cinque ragazzi. Per loro il percorso prenderà ufficialmente avvio il 26 gennaio. I contratti di apprendistato duale sono stati attivati a partire dal 15 gennaio 2026, con una durata prevista di 24 mesi, in linea con il CCNL di riferimento», spiega Silvia Farotto, docente di riferimento del corso. 

L’esperienza si svilupperà all’interno della RSA E. Pescarmona di San Damiano d’Asti, struttura di proprietà della Fondazione Elvio Pescarmona e gestita in concessione da Socialcoop. Un presidio sociosanitario che può ospitare fino a 100 persone non autosufficienti e che da sempre rappresenta un punto di riferimento aperto e integrato nel contesto locale. Non si tratta di un’esperienza isolata: la struttura collabora da tempo con le istituzioni scolastiche come sede di tirocinio per i corsi OSS e per il corso di laurea in Scienze infermieristiche.  

Dal 2023, inoltre, la Fondazione Pescarmona, Socialcoop e Itaca sono al centro del progetto “San Damiano una comunità che cura”, una partnership tra cooperative, fondazioni, enti pubblici e servizi sociosanitari, nata per rafforzare il protagonismo della comunità e l’integrazione tra pubblico e privato sociale. 

L’apprendistato duale si inserisce quindi in una traiettoria coerente, che vede nella cooperazione uno strumento capace di tenere insieme qualità dei servizi, sviluppo delle competenze e radicamento territoriale

«Questa iniziativa dimostra come la cooperazione sappia innovare partendo dai bisogni reali delle comunità», evidenzia Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud. «Il progetto unisce formazione, lavoro e welfare territoriale, rafforzando le RSA e offrendo ai giovani opportunità concrete. È un esempio virtuoso di come l’impresa cooperativa possa generare valore sociale e occupazionale, costruendo risposte sostenibili per il futuro del nostro territorio». 

La conferenza stampa del 26 gennaio rappresenta quindi non solo l’avvio di un nuovo progetto, ma anche un esempio concreto di come il modello cooperativo possa generare innovazione sociale, occupazione qualificata e valore condiviso, partendo dai territori e dai loro bisogni più urgenti.